Vorrei iniziare con i dati che per alcuni possono essere scioccanti, ma ci permettono di capire tante cose. Negli anni 2015-16 la maggior parte dei media di tutto il mondo ha perso quasi il 40% di pubblicità a causa di Facebook. Il giornalismo come professione è in profonda crisi, perché la carta stampata, i media sul web, ma anche la televisione hanno difficoltà a conseguire soddisfacenti introiti pubblicitari. Un inserzionista, piccolo o grande che sia, perde la fiducia nei tradizionali canali pubblicitari e guarda con maggiore interesse alle nuove opportunità offerte dai Social Media.

Recenti ricerche riguardanti l’uso di internet dimostrano che circa il 70% degli utenti adoperano lo smartphone. Praticamente con il computer lavorano oggi solo alcuni professionisti. Anche chi guarda la TV, lo fa con il cellulare in mano. Spia amici e conoscenti su Facebook, commenta i post, comunica via Messenger, cinguetta su Twitter, condivide le immagini su Instagram, controlla LinkedIn o in qualche altra forma vive sui Social Media.

Non lo si fa solo nelle pause pubblicitarie della TV, ma anche guardando film e, obbligatoriamente, durante le trasmissioni che implicano la partecipazione diretta del pubblico attraverso i Social, lanciando all’inizio del programma i propri hashtag.

Nella nostra contemporaneità si vive praticamente con lo smartphone in mano… perché questo oggetto è diventato oggi il principale strumento di lavoro, dell’informazione e della vita sociale. Nel nostro cellulare abbiamo quasi tutto – la famiglia, gli amici, la spesa, la banca e la nostra privacy.

Agnieszka Zakrzewicz

giornalista, scrittrice, specialista di social media

 

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